A quarant'anni dall'esordio, avvenuto nel '74 con "Area di rigore", Valentino Zeichen raccoglie la sua intera produzione poetica in un volume in cui il vivacissimo estro di un'intelligenza capace di indimenticabili invenzioni sa coesistere con il disincanto di un'amarezza lucidamente controllata.Figura di primo piano della sua generazione, Zeichen ha ottenuto nel corso degli anni i consensi di molti tra i migliori lettori di poesia: da Elio Pagliarani, che presentò il suo primo libro, fino a Giulio Ferroni, al quale si deve il saggio introduttivo di questa raccolta, che comprende anche un significativo capitolo di inediti. Valentino Zeichen è un poeta vistosamente antilirico, privilegia il movimento narrativo, l'andamento prosastico, l'approccio saggistico, il gioco che spesso raggiunge risultati genialmente esilaranti. Tutto questo anche nell'affrontare grandi temi storici, come la Seconda guerra mondiale, o il tema amoroso, o il legame indissolubile con una grande capitale, Roma, che è la sua città di adozione. Tra esercizio caustico della ragione e frequente sconfinare nell'assurdo, tra nobile gestualità ironica o autoironica e sottostante malinconia, Valentino Zeichen è venuto componendo un'opera spregiudicata e solitaria, mirabilmente solida e concreta, pur nel funambolismo del suo tratto svagato e nella grazia noncurante e lieve del suo porsi.

            

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Introduzione di Francesco Moschini

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Intervento di Giulio Ferroni

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Intervento di Valentino Zeichen

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Dibattito prima parte

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Dibattito seconda parte

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