Realizzato grazie a un'erogazione liberale della Banca Fideuram, l'importante restauro ha riguardato due dipinti dell'Accademia Nazionale di San Luca, opere di due tra i più grandi artefici della pittura emiliana del Seicento, "Venere e Amore" del Guercino e "La Fortuna con la corona in mano" di Guido Reni. Oggi queste opere, grazie al complesso intervento conservativo, durato otto mesi, sono nuovamente esposte al terzo piano di Palazzo Carpegna, in una sala denominata "Gabinetto Riservato", in ricordo della loro antica collocazione comune. Il dipinto di Guercino, strappato alla fine del '700 da Villa Aldovrandi (in prossimità di Cento), dopo un breve passaggio nel palazzo bolognese della famiglia, giunse attorno al 1823 a Roma, mentre il dipinto di Guido Reni, probabilmente realizzato per il prelato Jacopo Altoviti, passò presto in collezione Sacchetti, dove rimase fino al 1748. I due dipinti hanno poi una storia comune: giungono insieme nelle collezioni dell'Accademia di San Luca, nel 1836, provenendo entrambi da un camerino riservato, realizzato nei depositi della Pinacoteca Capitolina, dove nel 1824 erano stati portati perché "poco decenti di vedersi pubblicamente" per volontà dell'allora Papa Leone XII. L'intervento di restauro, realizzato dalle restauratrici Laura Cibrario e Fabiola Jatta, è stato preceduto da una approfondita campagna di indagini diagnostiche (Artelab, Diagnostica Beni Culturali di Spoleto e M.I.D.A. di Claudio Falcucci), che hanno consentito di approfondire le conoscenze sulla tecnica di esecuzione e lo stato di conservazione. Sebbene si tratti di due opere tecnicamente molto diverse, un affresco strappato e riportato su tela quello del Guercino e un dipinto ad olio su tela quello del Reni, i due dipinti hanno molte cose in comune: entrambi sono stati realizzati attorno al terzo decennio del XVII secolo, da pittori emiliani formatisi in ambiente carraccesco, tutti e due influenzati dalla fervente attività pittorica romana di quegli anni. Infine entrambe le opere hanno per soggetto una divinità femminile e un Amorino. Tra i due artisti vi fu certamente stima, ma anche rivalità, come riporta il Malvasia: Reni idealizza il modello, frutto esclusivo della sua mente, mentre per Guercino il modello deve corrispondere ad una persona fisica. Questa differenza sostanziale che si percepisce nelle opere dei due artisti, le une dalle forme classiciste, idealizzate e dai colori più freddi e sfumati, le altre più naturalistiche e realizzate per macchie di colore intenso e corposo, sono perfettamente rappresentate nei due esempi conservati nella Galleria dell'Accademia Nazionale di San Luca, oggi tornati al loro antico splendore grazie all'intervento di restauro appena terminato.

            

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Intervento di Francesco Moschini

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Intervento di Pio Baldi

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Intervento di Salvatore Maccarone

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Intervento di Fabiola Jatta

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Intervento di Laura Cibrario

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Intervento di Evelina Borea

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Intervento di Luigi Ficacci

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