Muovendo sulle tracce di quelle pubblicazioni originali che attestano legami, corrispondenze e influenze del futurismo nel mondo, questa opera per la prima volta riunisce in una stessa edizione un panorama a livello planetario di informazioni e immagini sulla storia delle avanguardie nella prima metà del Novecento. Futurismi nel mondo di Claudia Salaris (Gli Ori, Pistoia 2015) non solo vorrebbe contribuire a chiarire i rapporti del movimento di Filippo Tommaso Marinetti con le maggiori tendenze in Cecoslovacchia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Portogallo, Russia, Spagna, Svizzera, Ungheria, ma anche far luce su una miriade di situazioni poco note o del tutto sconosciute in America Latina, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Danimarca, Egitto, Estonia, Finlandia, Giappone, Islanda, Lettonia, Lituania, Norvegia, Polonia, Romania, Serbia, Slovenia, Stati Uniti, Svezia, Turchia ecc. La struttura del volume è costituita da una serie di capitoli, ognuno dedicato ad una nazione. Ciascun capitolo contiene una nota introduttiva seguita da schede relative ai libri e manifesti dei diversi autori, a cataloghi e dischi. Il testo è illustrato con numerose riproduzioni a colori di copertine e altre immagini dei materiali analizzati,contributo iconografico indispensabile, il solo in grado di conferire alla ricerca una pregnante concretezza e dare così alle storie e ai loro protagonisti un'effettiva identità. La grande mappa così tratteggiata include gruppi e singole figure che adottarono il termine "futurismo" accanto a coloro che non avrebbero mai accettato questa definizione ma furono evidentemente segnati dalle idee e invenzioni del movimento marinettiano. Ed è proprio tale evidenza che la pubblicazione intende rendere visibile, superando il muro delle rimozioni e interpretazioni di parte. Da tale punto di vista il volume riserva molte sorprese, restituendo al futurismo il suo vero ruolo, che fu assai più importante di quanto gli stessi protagonisti e buona parte degli studiosi abbiano voluto ammettere. Alla fine degli anni Settanta, quando il futurismo era un fenomeno conosciuto solo tra gli addetti ai lavori e non aveva ancora raggiunto quella popolarità che per gradi ha conquistato dalla metà degli anni Ottanta, Pablo Echaurren ha cominciato a collezionare libri, giornali e manifesti del futurismo italiano. Il frutto immediato di questa passione è stato lo studio bibliografico Le edizioni futuriste di "Poesia" (1981). Tale raccolta, arricchita costantemente, ha contribuito ad allargare la conoscenza del futurismo. Claudia Salaris, avvalendosi della collezione come di una banca dati, ha pubblicato numerosi studi sul movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti, tra cui Storia del futurismo (1985; 1992), Bibliografia del futurismo (1988) e Marinetti editore (1990), disegnando una mappa che fino a quel momento non era stata ancora tracciata

            

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Introduzione di Francesco Moschini

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Intervento di Giuseppe Dierna | parrte prima

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Intervento di Giuseppe Dierna | parte seconda

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Intervento di Andrea Kerbaker

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Intervento di Maurizio Otello

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Intervento di Claudia Salaris parte 1

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Intervento di Claudia Salaris parte 2

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