01.25.2018

Volume presentation

Palazzo Carpegna - Salone d'Onore

Presentazione volume Arturo Martini. La vita in figure

Presentazione del volume Arturo Martini. La vita in figure, di Elena Pontiggia (Johan & Levi editore, 2017). Introdotti dal Professor Francesco Moschini, Segretario Generale dell'Accademia Nazionale di San Luca, interverranno Elena Pontiggia, autrice del libro, e il critico d'arte Duccio Trombadori.

 

Scultore prodigioso nel forgiare immagini e narrare miti, Arturo Martini (1889-1947) si è consacrato interamente a quest'arte "misteriosa ed egoista" che sottrae ogni energia a chi la pratica, come lui stesso scrisse. Un'esistenza, se priva di momenti epici, tutta votata alla reinvenzione dell'iconografia, tanto che avrebbe potuto dire, con il poeta Lucio Piccolo, "la vita in figure mi viene".

L'infanzia lacerata dalla povertà e dai contrasti familiari in una Treviso ancora medioevale, il talento precoce nel dar forma alla creta, l'impiego - ancora giovinetto - nella bottega di un orefice, l'insperata borsa di studio che gli consente di studiare a Venezia con lo scultore Urbano Nono, sono i primi passi di un individuo nato "in condizioni disperate" ma destinato a rinnovare le arti plastiche. La sua parabola lo condurrà poi a Monaco nel 1909, tappa disagiata quanto carica di stimoli, e a Parigi nel 1912, mentre è tra i "ribelli" di Ca' Pesaro e aderisce al Futurismo. Terminata la guerra, Martini ha già trent'anni e, seppur riconosciuto come uno dei migliori interpreti dei nuovi ideali classici incarnati da "Novecento" e Valori Plastici, fatica ancora a mantenere sé e la moglie Brigida.

Solo alle soglie dei quaranta arriva per lui la "stagione del canto", una fase felice accompagnata nel 1930 da un nuovo amore con la giovane Egle e nel 1931 dal leggendario premio di centomila lire alla Quadriennale di Roma. Sono gli anni in cui porta la terracotta a vette monumentali e in cui realizza nuovi capolavori in pietra e in bronzo. La serenità culmina però in un voltafaccia. Ormai all'apice della fama, con un accanimento senza precedenti, Martini si scaglia contro la scultura e la accusa di essere "lingua morta". A questa inspiegabile abiura si aggiungono, implacabili, la malattia e l'umiliazione di un processo di epurazione nel 1945, che gli mineranno le forze fino a spegnerlo a nemmeno cinquantotto anni.

 

Elena Pontiggia narra le vicende umane e artistiche di Martini con lucidità e chiarezza esemplari, arricchendo il volume di dati inediti che gettano nuova luce sul suo percorso.

 

 

Johan & Levi Editore, fondata nel 2005 da Giovanna Forlanelli Rovati, è una tra le più attive e riconosciute case editrici indipendenti italiane nel settore delle Arti. Le scelte editoriali, che combinano testi inediti, fuori catalogo e prime traduzioni, si articolano in sette collane: le Biografie per conoscere le vite dei grandi maestri dell'arte moderna e contemporanea, i saggi (Saggi, non solo Saggi, Parole e immagini) per scandagliare territori vecchi e nuovi nella storia dell'arte e delle idee; i volumi Arti | Economia, per approfondire l'aspetto economico delle arti nelle sue molteplici declinazioni; gli agili il punto per offrire nuovi stimoli attraverso brevi saggi tascabili, i libri fotografici e illustrati per vedere il mondo attraverso gli occhi degli artisti.