02.15.2018

Conference

Palazzo Carpegna - Salone d'Onore

Incontro di studio dedicato al pittore Achille Vertunni 1826-1897

Incontro di studio dedicato al pittore Achille Vertunni (1826-1897). Introdotti e coordinati da Francesco Moschini, Segretario Generale dell'Accademia Nazionale di San Luca, interverranno Antonella Basilico Pisaturo, Rita Bernini, Marcello Fagiolo, Paolo Portoghesi, Claudio Strinati.

L'incontro vuole riportare l'attenzione su un esponente significativo della cultura artistica italiana presente nelle collezioni di diversi musei ed edifici pubblici e che raramente è stato oggetto di ricerche approfondite.

L'attività artistica di Achille Vertunni è strettamente intrecciata alla sua biografia, e legata alla sua figura di liberale e patriota riformatore. Nacque a Napoli nel 1826, erede di una famiglia agiata di origine aragonese trasferitasi nella città partenopea alla fine del XV secolo. Achille era destinato alla carriera di legge, ma molto presto dimostrò la sua passione per la pittura, e cominciò a prendere lezioni da Salvatore Fergola e da Giuseppe Bonolis. Tra i suoi maestri ci fu anche Gabriele Smargiassi, vedutista della scuola di Posillipo. La pittura di storia e il paesaggio, furono i due generi che il giovane Achille frequentò negli anni della sua formazione, prediligendo nella prima fase della sua attività pittorica i soggetti storico-mitologici, per fare poi del paesaggio il vero tema della sua maturità artistica. Gli artisti che frequentavano le lezioni di Smargiassi e del Bonolis, tra cui Filippo Palizzi, Domenico Morelli, Federico Cortese e Saverio Akamura, erano anche allievi di Francesco De Sanctis, il cui magistero intellettuale risvegliava il sentimento di italianità e la coscienza civile. Furono questi artisti, insieme a Pasquale Villari, a prendere parte attiva ai moti del '48 e molti di loro rimasero poi figure importanti nella vita di Vertunni. Il 15 maggio 1848 a Napoli, a Largo della Carità, durante gli scontri con le milizie borboniche, Vertunni sfuggì a stento alla fucilazione, fuggendo dalla città e riparando nel Granducato di Toscana. Fece presto ritorno a Napoli, e solo nel 1853 decise di trasferirsi definitivamente a Roma. Tornato nella città partenopea dopo i moti del '48, nel 1851 vinse ex aequo con Filippo Palizzi una medaglia d'oro e una pensione per studiare a Roma. Il dipinto che gli fruttò la vittoria, Dopo un duello, raffigurava una campagna paludosa al crepuscolo con un corpo riverso in primo piano e una figura che si allontana su una zattera.

Vertunni si affacciò subito al panorama artistico della città pontificia, lavorando a soggetti storici e cominciando a dipingere dal vero la desolata campagna romana, della quale raffigurò i punti più malinconici e selvaggi. L'opera che a Roma gli valse la notorietà e il successo è un dipinto in cui storia e paesaggio si fondono: la Pia dei Tolomei esposto alla Mostra dell'Associazione degli Amatori e Cultori di Belle Arti nel 1857.

Nella prima metà degli anni '50 Vertunni lavorò ancora a soggetti storici come Dante nella foresta, lavoro abbozzato già a Napoli, Ratto di una donna a Capri fatto dai corsari tunisini, esposto nel 1865 a Milano e, nel '53, per l'esposizione di Firenze dipinse Santa Margherita da Cortona che rinviene il cadavere del suo amante. Nel 1861 espose alla prima Esposizione italiana di Firenze un primo dipinto dedicato al paesaggio, Le paludi pontine.

La sua fama da allora sarà legata al paesaggio della campagna romana, soggetto ripetuto con poche varianti come "elegie della solitudine", impressionanti per la maestosa ampiezza del taglio e per la