01.31.2019

Conference

Palazzo Carpegna - Salone d'Onore

Incontro in ricordo di Antonio Giuliano

 Giovedì 31 gennaio 2019 alle ore 17.00 presso Palazzo Carpegna, sede dell'Accademia Nazionale di San Luca, si terrà l'incontro in ricordo dell' archeologo, storico dell'arte e accademico Antonio Giuliano.  Introdotti e coordinati da Francesco Moschini, Segretario Generale dell'Accademia Nazionale di San Luca, interverranno Elena Ghisellini, Fabio Isman e Francesco Solinas.

 

Antonio Giuliano (Roma 1930-2018) compie gli studi all'Università di Roma, dove si laurea nel 1952 con Giulio Quirino Giglioli. Nel 1956 si diploma alla Scuola Nazionale di Archeologia, nel 1959 è borsista a Tübingen.La sua formazione si lega al mondo dell'archeologia tedesca, in particolare alla figura di Bernhard Schweitzer, che frequenta a Tübingen. Costruttivo, ma dialettico è il suo rapporto con Ranuccio Bianchi Bandinelli, che affianca tra il 1955 e il 1966 nella redazione dell'Enciclopedia dell'Arte Antica (Istituto Treccani), diretta dal grande studioso. Questa esperienza, scientifica ed editoriale, è fondamentale per lo svilupparsi dei suoi interessi archeologici in un'ampia gamma di temi: l'arte etrusca e italica, la scultura greca arcaica, l'arte geometrica, l'urbanistica greca, la glittica, l'architettura, la scultura classica,  la ritrattistica romana, i sarcofagi di età imperiale.

La sua inconsueta apertura culturale, che rifiuta steccati fra discipline, lo avvicina anche a figure come Mario Praz, Pietro Toesca e Giorgio Levi Della Vida; da essi trae stimoli per ricerche indirizzate verso altri mondi culturali: il Medio Evo normanno e federiciano, l'arte islamica, la pittura del Rinascimento ( Mantegna, Dürer), i disegni dall'antico, la scultura di Pietro Tenerani. Il filo conduttore di queste ricerche è la volontà di far emergere nelle età post-classiche la ripresa e la continuità dell'antico (o, nel caso dell'arte islamica, la "controparte" dell'antico), che dal piano formale risale a quello culturale, ideologico, politico.

Nel 1967 diventa professore ordinario di Archeologia e Storia dell'Arte Greca e Romana all'Università di Genova, poi all'Università di Roma, prima alla Sapienza (dal 1975), poi a Tor Vergata ( dal 1982 al 2002). E' stato membro del Consiglio Superiore di Antichità e Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione dal 1973 al'76 e ha  promosso la fondazione del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Dal 1979 al 1995 ha diretto il monumentale catalogo delle sculture del Museo Nazionale Romano (17 volumi). Ha fondato e diretto dal 1981 al 2001 la rivista "Xenia", poi "Xenia Antiqua" e ha diretto dal 2002 al 2005  l'Enciclopedia Archeologica (Istituto Treccani). La sua profonda conoscenza dei fenomeni storico-politici italiani e non solo lo ha portato ad individuare nell'epoca della Restaurazione, nel suo tattico procedere tra miopia politica e posizioni reazionarie, i germi dell'Italia d'oggi: ne derivano gli studi su Giacomo Leopardi e la Restaurazione, su Stendhal e Pietro Bonaparte, sempre incentrati sull'oggettività delle fonti, d'archivio e a stampa. Il dato formale è stato per lui sempre strumentale alla comprensione dei fenomeni storici e tuttavia fortissima è stata la sua attenzione per ogni manufatto significativo sul piano formale, che era in grado di scovare e di decifrare con straordinario acume, quale  tessera imprescindibile per una più meditata ricostruzione di un contesto storico. "L'oggetto di qualità è come una bella donna"- diceva