03.28.2019

Conference

Palazzo Carpegna - Salone d'Onore

Incontro dedicato al Restauro conservativo della Chiesa di Santa Maria del Priorato

Giovedì 28 marzo 2019 alle ore 17:00 presso Palazzo Carpegna, sede dell'Accademia Nazionale di San Luca, si terrà l'incontro sul recente restauro conservativo della Chiesa di Santa Maria del Priorato, che Giovanni Battista Piranesi rinnovò tra il 1764 e il 1766, unica opera architettonica realizzata dal Maestro veneziano. Un capolavoro assoluto che oggi ritrova luminosità e vigore grazie ai lavori di recupero finanziati dall'Ordine dei Cavalieri di Malta e da Fondazione Roma. Introdotti e coordinati da Francesco Moschini, Segretario Generale dell'Accademia Nazionale di San Luca, interverranno Eugenio Ajroldi, Direttore delle Comunicazioni del Gran Magistero del Sovrano Ordine di Malta, Giorgio Ferreri, Architetto responsabile dei lavori di restauro della Chiesa, Donatella Fiorani, docente di restauro del Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell'Architettura della Sapienza Università di Roma, Francesco Prosperetti, Dirigente Generale Soprintendente Speciale SS ABAP, Francesco Scoppola, Direttore Generale Educazione e Ricerca - MiBACT, Paolo Portoghesi, Architetto Accademico Nazionale di San Luca.



Nel X secolo Alberico II donò il territorio dove sorge oggi la Villa e la chiesa all'abate Odone di Cluny, fondando un monastero benedettino fortificato. All'epoca era una delle chiese più importanti di Roma, annoverata al terzo posto tra le venti abbazie più belle. Il territorio passò poi all'Ordine dei Templari e, dopo il loro scioglimento nel 1312, all'Ordine degli Ospedalieri - l'attuale Ordine di Malta - che vi stabilii il proprio Priorato nel 1566.

Restaurata nel Cinquecento, la chiesa cambia volto quando nel 1764 il cardinale Giovanni Battista Rezzonico, Gran Priore dell'Ordine, e nipote di Papa Clemente XIII, commissiona il rinnovamento della chiesa, della villa Magistrale e della piazza antistante, a Giovanni Battista Piranesi, che pochi anni prima (1761) aveva dedicato alla nobile famiglia veneziana dei Rezzonico il trattato "Della Magnificenza ed Architettura dei Romani" nel quale esaltava il primato architettonico degli Etruschi e dei Romani. Piranesi, aiutato dal capomastro Giuseppe Pelosini, rafforzò i terrapieni del giardino, risistemò la villa e consolidò le fondazioni della chiesa cinquecentesca, rialzò i muri laterali, ristabilì la volta e progettò i decori per la sua nuova livrea. Non intervenne sulla volumetria della chiesa, che rimase sostanzialmente uguale a quella del Cinquecento, ma ripensò la distribuzione degli spazi interni con alcuni espedienti, per cui la chiesa, alla fine dei lavori, apparve profondamente mutata rispetto a quella originaria.

A due secoli e mezzo dalla sua realizzazione, questo capolavoro del Settecento romano ha ritrovato in buona parte l'aspetto immaginato dal suo artefice. Un restauro iniziato nel 2017 e terminato alla fine del 2018 ha ridato luce all'esterno e all'interno della chiesa: le superfici sono state pulite, gli stucchi consolidati e, dove mancanti, ripristinati, le tenui campiture di colore recuperate e in qualche caso, come sulla facciata, riprese con leggere scialbature. L'intervento che ha ridato unità al monumento è stato progettato e diretto dell'architetto Giorgio Ferreri.

Oggi è finalmente possibile godere al meglio dunque degli splendidi dettagli dell'opera piranesiana. Le particolarità di tale restauro sono da individuarsi nell'unicità dell'edificio e nella eccezionalità del fatto che la chiesa è rimasta cos